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Il problema Amianto

Il decennio corrente sarà ricordato nella storia come quello delle morti da "Mesotelioma da Amianto". Stiamo infatti per pagare con la vita quello che nei decenni scorsi i nostri predecessori hanno causato ossia la produzione e commercializzazione dei manufatti contenenti amianto.

In qualsiasi luogo infatti possiamo notare guardandoci attorno come sia vasta la costruzione di immobili con tetto in eternit. Inoltre in moltissimi giardini è frequente vedere legnaie, ripostigli, tettoie, garage o altro con pareti e copertura in eternit.

Amianto tra animali e vegetali ! Negli anni 50' e 60' in Italia l'amianto è stato utilizzato moltissimo per produrre le lastre di copertura, il così detto cemento-amianto detto anche "eternit" e proprio recentemente ci sono molti processi in atto contro gli imprenditori che producevano amianto o che lo mettevano a contatto con i loro lavoratori.

L'amianto è un materiale che una volta veniva usato molto perchè facile da lavorare, perchè isolante e perchè resistente alle grandi temperature. Serve  a rivestire le tubature , i condotti di aerazione.

Da una parte ci sono quelli che pensano che si debba fare qualcosa (i parenti delle vittime ad esempio), dall'altra parte invece ci sono molti degli stessi lavoratori della eternit che hanno paura di perdere il lavoro, perchè non si sono resi conto bene di quello che sta succedendo.

Dal 1906 l'eternit a Casale è il lavoro e il lavoro è la vita e non la morte...........

Amianto, un'ecatombe silenziosa. Il picco dei morti arriverà tra quindici anni. E alla fine l'Eternit avrà fatto più di 30 mila vittime in Italia. Così l'avidità di pochi e l'indifferenza di molti hanno permesso una strage. Ancora impunita I morti d'amianto sono migliaia, ogni anno. In Italia, vaticinano gli scienziati, l'anno del picco sarà il 2025. Non è una profezia, ma un dato di fatto. Durante quei dodici mesi che verranno i morti d'amianto mangiati dal mesotelioma saranno centinaia, per un conto macabro che porterà a 30mila i caduti complessivi dall'inizio della carneficina. Uccisi dal mesotelioma pleurico, il più bastardo dei tumori. Trentamila morti. Non sono dati buttati a caso da qualche ecologista furente, sono stime scientifiche.

Lastre di eternit frantumate ed abbandonateI governi che si sono succeduti hanno consentito non solo la produzione massiccia, ma la diffusione selvaggia di amianto in tutto il Paese. Noi eravamo uno dei maggiori player del mondo. Solo negli anni che vanno dal 1984 al 1988, quando la Ue raccomandava la messa in mora e tutti i paesi scandinavi smantellavano le fabbriche e bonificavano il bonificabile, in Italia sono state piazzate tre milioni di tonnellate. Oggi si stima che esistano ancora 2,5 miliardi di lastre di cemento-amianto da rimuovere, pari a circa 32 milioni di tonnellate, in gran parte materiale friabile tossico. Sono dati del Cnr. Ripostigli, garage, condutture idriche, scuole e ospedali sono ancora foderati di Eternit. Interi quartieri galleggiano nelle invisibili polveri, almeno mille italiani ogni anno vengono uccisi dalla morte bianca. La dimensione sociale del fenomeno è enorme: basta dare un'occhiata ai dati Inail, che riceve 1400 denunce di malattie da amianto ogni 12 mesi. La legge prevede una pensione privilegiata per chi abbia lavorato a contatto con il veleno, e, visto che il periodo di latenza del mesotelioma può durare 40 anni, gli esperti sanno che i numeri andranno ad aumentare esponenzialmente negli anni a venire.

Secondo l'Associazione italiana esposti amianto sono 210mila i cittadini ancora a rischio. Il killer invisibile è annidato dappertutto. La Spezia e Genova, si sa, ha uno dei tassi di asbestosi più alti del mondo: la sostanza arrivava nascosta nelle navi militari ed era conservata a decine di tonnellate nei depositi per il crisotilo, l'amianto blu. I porti sono zone franche. Altri punti sensibili, secondo i dati nazionali dell'Apat, sono le ex miniere di Balangero, in Piemonte, alcune fabbriche di Marghera a Venezia, la vecchia base aeronautica di Monte Venda, sui Colli Euganei, la solita, sfortunata Seveso, la Breda di Sesto e di Pistoia, dove si sono costruiti per lustri i convogli dei treni imbottiti di asbesto. Ancora. L'amianto è stato padrone ai cantieri navali di Trieste e alla Fincantieri di Monfalcone, nel paese di Biancavilla, in Sicilia, dove fino alla metà degli anni '90 lo sfruttamento di una cava ha diffuso polveri d'amianto in ogni angolo. Come alla ex fabbrica Fibronit di Bari, i cui residui di amianto sono stati per anni scaricati in mare, cosicché a poco a poco le fibre si sono depositate su una spiaggia.

elementi di canne fumarie abbandonateL'ecatombe è quotidiana: i ricercatori del Monaldi di Napoli, un polo di eccellenza per la diagnosi e la cura delle malattie respiratorie, ha redatto nel 2009 un rapporto-choc, studiando le cartelle cliniche di chi è morto nell'ultimo decennio in Campania per mesotelioma pleurico. Ebbene, tra il 2006 e il 2002 c'è stato un l'aumento di casi del 50 per cento rispetto al cinquennio precedente. E su 213 casi censiti, 198 hanno riguardato persone che non hanno mai lavorato in mezzo al veleno. Come mai un fenomeno così massiccio? «La rimozione e il deposito in discariche speciali dell'amianto, come previsto dalla legge, non è semplice» scrivono i ricercatori «per cui spesso l'amianto è gettato in discariche comuni e/o abusive, e quando gli agenti atmosferici penetrano nelle discariche ne possono derivare percolati che diffondono le fibre nocive nell'ambiente e nelle acque».

Il rapporto ha una dedica speciale, «in ricordo di due cari amici morti di recente per il mesotelioma». Ancora oggi nessuno ha pubblicato una mappatura degli edifici pubblici contaminati, ma è sicuro che alcune Regioni, una volta venuti a conoscenza della quantità di veleno ancora in circolo, hanno preferito secretare la documentazione. Scelta che ha fatto la Toscana. Peccato, perchè la legge del marzo del 2001 ha stanziato per la mappatura nazionale ben 9 milioni di euro. Calabria, Lazio e Sicilia non hanno consegnato ancora nessuna tabella, mentre Campania, Puglia, Umbria, Veneto e Valle d'Aosta hanno inviato al ministero dell'Ambiente dati parziali e statistiche poco significative. Nessuno, in Italia, ha investito massicciamente sulla bonifica del territorio incentivando la rimozione eternit.

Nemmeno per le condutture: quasi tutte le grandi città vengono usate migliaia di condutture in cemento-amianto per trasportare l'acqua nelle nostre case. «Non è un problema» dicono gli scienziati dell'Oms «Non è sicuro che l'amianto bevuto faccia male come quello che si respira».
Allora sì, siamo tranquilli.

Leggi anche: Normative e leggi sull'Amianto

 

 
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