MOCF

Microscopia ottica in contrasto di fase

L’analisi MOCF Si contraddistingue per le seguenti proprietà:

  • Microscopio ottico in cui differenze di fase (non visibili) sono trasformate in differenze di ampiezza (intensità luminosa)

  • Metodica ufficiale (D.Lsg. 277/91 e DM 06/09/94 all.2)

  • Riconoscimento fibre in base alle proprietà morfologiche per suddivisione in “asbesto-simili” e “non asbesto-simili”. L’essere asbesto-simile è una condizione necessaria ma non sufficiente perché una fibra sia di amianto
  • Conteggio realizzato sul reticolo di Walton-Beckett

  • Consente di rilevare fibre fino ad un diametro minimo di 0,25 μm

La tabella riporta i dati di esposizione dei lavoratori, ricavati dalla letteratura scientifica, relativi a varie fasi di bonifica di materiali contenenti amianto in matrice compatta.

PROCEDURE TECNICHE
TIPO DI CAMPIONAMENTO
TECNICA ANALITICA
N. CAMPIONI
VALORI DI CONC.
(1 f/l = 0.001 f/ml)
RIMOZIONE COPERTURE
Trattamento preliminare con colla vinilica
Personale
MOCF
19
(3 interventi)
10 – 60
Prepittura a tempera
Personale
MOCF
4
10 – 90
Vernice ad acqua
Personale
MOCF
8
10 – 20
Trattamento preliminare con incapsulanti a base vinilica a bassa pressione
Personale
MOCF
24
(17 interventi)
5 – 174*
(media 64)
Personale
MOCF
10 – 60
SOPRACOPERTURA TETTO
Trattamento preliminare della superficie con incapsulante spruzzato con tecnica airless, imbullonamento listelli con viti autoperforanti, montaggio nuova copertura su listelli
Personale
MOCF
3
<20
Personale
MOCF
8
2 – 27
(media 17,2)
RIMOZIONE PAVIMENTO IN VINIL- AMIANTO
Rimozione manuale ad umido,
una mattonella per volta
Personale
MOCF
6
<10
Personale
MOCF
8
10 – 15
Personale
MOCF
5 – 30
* il superamento del livello di 100 f/l si è verificato in 4 interventi sui 17 studiati sempre in caso di accertate scorrette modalità operative

L’esposizione dei lavoratori durante l’utilizzo di utensili per la bonifica di lastre in cemento-amianto

Utensile (tempo medio di uso giornaliero)
Concentrazione a livello (ff/ml) dell’operatore
Giorni-fibra per cm3 (art.24 comma 5 D.L.vo 277/91)
Sega manuale (14 minuti)
0,9
0,13
Cesoia manuale (12 minuti)
0,2
0,025
Punteruolo (10 minuti)
0,4
0,041
Cesoia elettrica (14 minuti)
0,6
0,088
Levigatrice elettrica (12 minuti)
0,4
0,05
Seghetto alternativo con aspiratore (15 minuti)
0,3
0,046
Trapano con aspiratore (30 minuti)
0,3
0,09
Sega circolare con aspiratore (20 minuti)
1,5
0,3
(test eseguiti presso l’Asbestos Institute for Occupational and Environmental Safety and Health – Neuss – Germania Federale)

Secondo le disposizioni legislative italiane, in qualunque situazione ambientale, per quanto riguarda l’inquinamento da fibre di amianto aerodisperse, gli unici valori di riferimento attualmente ammissibili devono essere:

  • 20 ff/litro per analisi eseguite al MOCF
  • 2 ff/litro per analisi eseguite al SEM.

Quando viene superato questo livello, devono scattare tutte le procedure ovvero le operazioni preventive per salvaguardare la salute degli operatori eventualmente esposti, bloccando le attività lavorative entro l’area interessata e nelle zone limitrofe, fino alla rimozione e smaltimento del materiale contenente amianto.

Fortunatamente questi sono livelli ancora “cautelativi”, perché difficilmente raggiungibili negli ambienti di vita e nelle aree urbane.

Per quanto mi concerne, l’allarme preventivo dovrebbe scattare al superamento di 4-5 ff/litro determinate al MOCF, naturalmente dopo una controprova di microanalisi degli elementi effettuata al SEM.

Proprio per questo motivo riveste primaria importanza il controllo dello stato di conservazione di ogni manufatto che contenga amianto sotto qualsiasi forma e concentrazione, siano essi pannelli, lastre ondulate, rivestimenti di tubature, etc.